Sanificazione

Anche l'Esesrcito in campo per sanificare le chiese, evidentemente meritevoli più di altre attività, dell'attenzione dello stato italiano.

Solitamente voglio capire quello che m'interessa, e cerco di farlo usando la razionalità e l'intelletto che ho. Se questo non basta, sono disposto a rivolgermi alle conoscenze a cui posso accedere usando tutti gli strumenti tecnologici a mia disposizione. Nonostante la mia volontà, non sempre ci riesco, se non altro perché molte delle cose sulle quali mi soffermo richiedono conoscenze che non possiedo, e che derivano da una forma di studio articolata e complessa che non ho e di cui non posso disporre con una semplice ricerca nel vasto mondo del web, grazie al quale riesco comunque, a colmare delle lacune altrimenti incolmabili. Il web garantisce a chiunque un accesso illimitato e gratuito ad una serie di strumenti che altrimenti non sarebbero raggiungibili, senza ombra di dubbio, non con le stesse tempistiche. Altre volte, invece, quando la comprensione di una cosa è determinata semplicemente dalla logica, senza la necessità di una formazione scolastica pregressa, di un background scientifico di base, cerco nelle cose che esamino il ragionamento che ha mosso in direzione di una certa scelta, le persone che l'hanno presa. Anche in questo caso, ci sono cose che non capisco, di fronte alle quali mi sento a disagio. In risposta al disagio, mi sforzo di sottomettere la mia ragione a quella, diversa dalla mia, di coloro che hanno scelto per arrivare a delle conclusioni che a me risultano incomprensibili.


Ieri sera ho sentito al telegiornale che l'Esercito Italiano sta provvedendo, in questi giorni, alla sanificazione delle chiese di Roma. Credendo di aver capito male, ho cercato conferma a quanto visto alla tv, concentrando la mia ricerca sulle fonti che ritengo attendibili ed alle quali ho immediato accesso. Ebbene, la notizia che avevo ascoltato è vera ed è stata riportata anche dal Messaggero: "la sanificazione delle chiese di Roma è necessaria per avviare la Fase 2, ed è a carico del Campidoglio (attraverso l'Ama) e dell'esercito.

A questo punto ho iniziato a non capire, e di conseguenza, a cercare la logica di questa scelta, che deve essere stata partorita al termine di un ragionamento che sarei curioso di poter conoscere. A quanto pare, e in questo caso tiro in ballo il Sindacato dei militari, la Sindaca di Roma, ha ricevuto dal Vicariato della capitale la richiesta di aiuto in merito alla necessità di dover sanificare lo spazio intorno alle 337 chiese della capitale. A questo punto, e qui ho una carenza nella ricostruzione cronologica, la Sindaca, incapace di accogliere la richiesta del Vicariato, si deve essere rivolta al Capo di stato maggiore dell'Ersercito che, per motivi sconosciuti, ha accolto la richiesta di aiuto. Può darsi che questa ricostruzione non sia esatta, ma rimane il fatto certo che a sanificare le chiese in questo momento a Roma ci sono l'Ama (società municipalizzata) e i Militari. Ne consegue che le spese per mettere in sicurezza i luoghi di culto cattolico sono a carico della collettività locale romana e dello stato, il quale elargisce senza un apparente logica quanto prelevato dalle tasche dei cittadini. Ora, nonostante una continua quanto vana ricerca delle motivazioni di tale comportamento, nasce in me il disagio, quello di cui ho parlato, fondamentalmente perché non riesco a dare una risposta logica ad alcune semplici domande.

1_ Perché è necessario sanificare ambienti che sono chiusi da oltre un mese, all'interno dei quali anche il più arcigno dei virus, dovrebbe essere ormai passato a miglior vita?

2_ Perché di questo se ne occupa l'Esercito?

3_ Perché l'Esercito se ne occupa gratuitamente quando la chiesa, intesa come Stato, gode di una serie di privilegi economici, l'esenzione IMU tanto per citarne uno, la cui esistenza non trova fondamento in nessuna logica?

4_ Perché non si è fatta la stessa cosa nei confronti delle centinaia di migliaia di esercenti i quali, oltre che dover provvedere alla sanificazione di tasca propria, godono di un ulteriore serie di restrizioni che imporranno loro un certo quanto letale (probabilmente) calo degli incassi?

5_ Perché una volta che è stato deciso di far lavorare i militari come "addetti alle pulizie", non è stata messa in piedi una scaletta che tenesse conto dei lavori ai quali dare precedenza? Non sarebbe stato meglio iniziare dalle case di cura, tanto per fare un esempio?


Io ho provato a darmi delle risposte, le ho cercate mettendomi nelle condizioni di ragionare su una logica che, nonostante i miei sforzi, non riesco capire. Vorrei che certe cose venissero discusse, o meglio, che venissero spiegate ai contribuenti perché forse è tutto molto più logico di come immagino possa essere. Queste sono le cose per cui un cittadino si indigna, per cui si sente tradito dai propri amministratori, per cui smette di sentirsi in dovere di partecipare al funzionamento di uno stato di diritto dal quale si sente distante e del quale non capisce i meccanismi. Siamo distanti, io e la politica, mi chiedo per quanto tempo ancora percepirò il dovere etico e morale di pagare le tasse, mettendo i miei soldi all'interno di un meccanismo del quale non capisco il funzionamento e dal quale non mi sento tutelato; nel frattempo aspetto che arrivino i soldi, quelli del "Decreto Rilancio", come se questi da soli fossero sufficienti a colmare una distanza che, tra politica e cittadino, ha perso da anni il concetto di giustezza.