Palmara

A luglio 2019 scrivevo questo articolo. Lo ripubblico oggi, a quasi un anno di distanza.

“O sapremo riscattare con i fatti il discredito che si è abbattuto su di noi o saremo perduti”. Con queste parole David Ermini si è rivolto (era il 4 Giugno) all’assemblea plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’organo di autogoverno dei giudici di cui è vicepresidente (il presidente è il capo dello Stato) nonché quello incaricato di distribuire promozioni e punizioni e di assegnare le migliaia di Magistrati italiani nelle varie sedi distribuite per il paese. Da allora non mi è parso di vedere nessuna tendenza volta al riscatto dell’organo in questione, viceversa le accuse addebitate all’ex membro Luca Palmara si stando delineando assumendo contorni piuttosto macabri, visto che tra i coinvolti nelle indagini ci sono altri Magistrati ed ex Ministri, così, tanto per non farsi mancare niente. Alla base del coinvolgimento e del conseguente “discredito” tanto per citare nuovamente Ermini, vi era l’interesse dei politici per far si che le nomine dei Magistrati fossero di gradimento all’uno o all’altro schieramento; che oltre a dare il placet sul nome avrebbe anche imposto o quantomeno suggerito la località adatta all’espletamento delle garanzie immunitarie previste dagli accordi. Questo a grandi linee ciò che è accaduto. Ma se una premessa era doverosa, l’argomento su cui porre la lente d’ingrandimento non è tanto il fatto fine a se stesso (che dovrà essere appurato con modalità e nelle sedi opportune) ma quanto un reato che non riesco a digerire: la corruzione. E’ vero, la corruzione esiste da sempre, ci conviviamo, spesso si sente dire che tizio ha pagato per far si che suo figlio, suo nipote, un amico, ottenesse un lavoro altrimenti irraggiungibile per le vie brevi. Inutile nascondersi dietro ad un dito, le “spinte” si danno, da sempre. Ma qui non si parla di tizio, non si parla del vicino di casa che si è arricchito e che paga per ottenere dei favori, qui si parla di persone altamente istruite. Il curriculum di Palmara (e cito lui perché è il nome più abusato in questi giorni) è di tutto rispetto: laureato in Giurisprudenza alla Sapienza con 110 e lode, ha successivamente vinto il concorso per entrare in Magistratura, per poi diventare sostituto procuratore della Repubblica prima a Reggio Calabria e poi a Roma. Personaggio oggi discusso il buon Luca, ma dal percorso accademico di tutto rispetto. Come può, un intellettuale di questo calibro cedere alle lusinghe della corruzione? Che se ne dica, rifiuto categoricamente l’idea che siamo tutti uguali, che uno vale uno (cosa peraltro e per certi versi alla base della democrazia) perché non è e non può essere cosi a trecentossessanta gradi. Colui che investe tempo, soldi ed una buona parte della propria vita per essere istruito, per raggiungere certi obbiettivi non può e non deve scivolare sulle stessa buccia di banana su cui può scivolare il primo “coglione” che capita. A cosa serve altrimenti l’istruzione? Uno studia trent’anni e nonostante le medaglie al petto ha lo stesso senso civico di un delinquente di periferia? Dove sta il problema? Se un Magistrato si presentasse in ufficio con la scritta tatuata sex sulla fronte (tanto cosi per fare un esempio) come reagiremmo? E se pubblicasse nei social le proprie foto mentre fa un balletto con sua moglie ossequioso del miglior “Vacchistyle” cosa faremmo? Perché a questo stiamo arrivando, tutti capaci di fare tutto con un unico comune denominatore: il peggio.


Mi chiedo dove sia l’errore, perché se coloro che vantano i più alti titoli  accademici, le persone ritenute  rispettabili per i titoli conquistati sul campo, si comportano da cafoni, da ladri un errore sistemico ci deve essere. Non sta a me scoprire dove: ma non si può continuare a fingere che non sia così, esiste un codice etico a cui attenersi, perché i nostri governanti non si rendono conto che non ci viene più insegnato o che ci viene insegnato male, o magari che semplicemente, anche se insegnato non viene recepito? Quale sarà l’orizzonte al tramonto di questa sciocca odierna società? Avanti il prossimo, il peggio non ha fine!