Non ce lo possiamo permettere!


"Non ce lo possiamo permettere!"

5 parole che da marzo ad oggi sono diventate un mantra puntualmente propagato con la caratteristica voce nasale dal premier Conte ogni qual volta, fin troppo spesso a dir la verità, ne aveva l'occasione, sopratutto quando era chiamato ad annunciare in pompose dirette tv i D.P.C.M alla nazione. Ci diceva che non ci potevamo e possiamo permettere di andare al lavoro, di uscire liberamente, di andare al ristorante, di mandare i nostri figli a scuola o di fargli fare un attività sportiva, svago necessario per le loro flebili menti adolescenziali in cerca di spazi ai quali hanno rinunciato senza colpo ferire.

Queste ed un altra serie discretamente sostanziosa di prescrizioni erano incluse nel pacchetto del "non ce lo possiamo permettere" tanto caro al Premier.

Ma nonostante gli sforzi messi in atto sino ad oggi, nonostante i dubbi risultati sotto gli occhi di tutti, credo che anche la crisi di governo avesse tutte le caratteristiche per fare parte della categoria delle cose che non ci potevamo permettere. Eppure. Eccoci qua: a doverci sorbire l'ennesima crisi di governo che, ha detta dello stesso Conte durante il breve colloquio che ha avuto con alcuni giornalisti ieri dopo essere stato al Quirinale per parlare con il Presidente Mattarella; "gli italiani faranno fatica a capire".

Beh, di questo non è il caso che si preoccupi, perché la dimissione dei due Ministri è soltanto l'ultimo episodio di una serie che effettivamente non abbiamo capito. Non si è capito come il Governo non sia stato in grado di fornirci delle semplici ma chiare indicazioni in merito ad alcuni aspetti fondamentali delle nostre vite. Non si è capito come sia possibile non sapere con certezza quando e come le scuole riprenderanno, nonostante gli investimenti ingenti che in estate sono stati fatti per garantire ai ragazzi una puntuale quanto necessaria ripresa, non si è capito come non sia possibile essere a conoscenza di quando molti di noi potranno riprendere a lavorare. Personalmente non ho nemmeno un idea di come si possa tirare avanti, visto che l'elemosina denominata dalla stesso Conte "ristoro" era composta da una manciata di denari che avrei guadagnato in meno di un mese, mentre è da sei che non ho l'opportunità di riprendere la mia attività, per la quale continuo a sostenere una montagna di spese confidando in chissà quale miracolo. La crisi di governo è un fatto incomprensibile, ma è soltanto il punto definitivo ad una serie di scelte indecifrabili che ci hanno portato a navigare a vista. Non abbiamo da mesi lo straccio di una certezza. Cosa vuole che ci importi il Presidente del Consiglio se il governo dovesse cadere o al contrario, per mezzo di una manovra degna di un equilibrista, continuare nel suo quasi inutile esercizio? E quando dico inutile mi riferisco alla percezione che ne hanno i cittadini. Fatico a pensare un altro Governo diversamente composto in termini di forze politiche fare cose diverse da questo. Negli anni, tutto sembra essere uguale, governanti e oppositori, nonostante un alternanza più o meno continua non hanno risolto nessuno degli annosi problemi che affliggono il nostro paese per i quali anche in Europa siamo visti come il fumo negli occhi. Inutile elencarli, potrei partire dall'evasione fiscale (un vero e proprio p.i.l. sommerso), dalla lunghezza insensata dei processi, dal peso mostruoso della macchina burocratica ed amministrativa, tanto inefficace quanto dispendiosa per i contribuenti.

Mi fermo, meglio così altrimenti non scriverei altro.

Abbiamo la crisi di governo! Ma parlando molto chiaramente, questa è soltanto figlia della lotta al servizio di un potere che dista anni luce dai problemi delle persone, che altro non vorrebbero in un momento tanto instabile, che delle certezze.

Dateci certezze.

Fateci capire cosa sarà di noi, dei nostri risparmi, delle nostre vite che avevamo immaginato interne ad un confine lavorativo ed umano entro il quale non potranno più rimanere. Servono certezze e risposte a queste domande di fronte alle quali la classe politica non può esimersi, se non altro per dare un senso al sistema che questa pandemia ha minato profondamente. I risultati di questo indebolimento strutturale coinvolgono le persone normali, meno i politici; ieri come oggi impegnati in discussioni il cui seguito sarà uguale a tutto ciò che le ha precedute. Tutto questo tenetelo per voi; politici parlanti che ci avete condotti innanzi all'ultima delle opzioni possibili: una crisi dentro la crisi; se me lo avessero detto ci avrei scommesso, se non altro perché non c'è mai fine al peggio, nonostante ci avessero avvisati:

"non ce lo possiamo permettere!"

Eccoci!