Irresponsabili

Ancora una volta fatico a capire l'attuale portata del virus, in netto calo secondo alcuni, in pericoloso aumento secondo altri. Una commistione di considerazioni che fanno da paravento all'idiozia delle persone, come dimostrano varie foto scattate in questi giorni.

Da alcuni giorni i telegiornali snocciolano una serie di numeri secondo i quali il covid-19 sembra essere sotto controllo; una verità alla quale ambiamo da mesi che però non trova riscontro in altri organi di stampa i quali divulgano dati diversi che portano a letture molto meno distensive. E' il caso, tanto per citarne uno, del Corriere della Sera, che oggi a pagina 8 riporta nell'occhiello quanto segue: "a Milano l'indice Rt è risalito da 0,65 a 0,86". Cominciamo col dire che l'indice Rt 8 (già indice R0) indica la trasmissibilità del virus. La misura alla quale si devono iniziare ad ipotizzare nuove restrizioni, per evitare la possibile nascita di un nuovo focolaio pandemico, sembra essere intorno all'1. Quindi, nonostante i proclami ottimistici, ai quali non si è sottratto nemmeno il Leader della Protezione Civile Angelo Borrelli, la situazione, almeno in una parte della penisola è tutt'altro che rassicurante. Ciò nonostante, a sentire le televisioni, sembra che il peggio sia passato, tanto che molti dei servizi che vengono trasmessi, parlano della ripresa del campionato di calcio piuttosto che dei spostamenti da una regione all'altra; temi piuttosto interessanti e di sicuro interesse, ma di secondo piano se confrontati con il pericolo di ripresa del virus. Intanto, senza compiere dei sforzi straordinari, si possono veder e contare a centinaia nel web le immagini che ritraggono assembramenti di persone intente a prendere l'aperitivo, prendere il sole, fare acquisti o semplicemente fare i loro comodi incuranti della distanza di sicurezza della quale si è discusso praticamente a ciclo continuo negli ultimi venti giorni (almeno). Ogni dì sembrava dover cambiare tutto quello che sino al giorno prima veniva dato per certo. In questo clima d'incertezza e di continuo cambiamento il 18 maggio hanno riaperto i locali adibiti a ristorazione, i bar e i parrucchieri. Regole, regolamenti, distanze imposte prima dai Decreti Legge, poi dalle Ordinanze regionali sino ad arrivare alle delibere dei Sindaci. Una selva di norme all'interno della quale muoversi è diventato molto più difficile di quanto dovrebbe rendendo di fatto, il rispetto delle leggi un atto mistico, al quale approcciarsi con un tanta, troppa pazienza. Ma anche la pazienza, come insegnano i vecchi adagi, ha un limite e la visione di gruppi di ragazzi senza mascherine a distanza ravvicinata, contribuisce ad oltrepassarlo, quantomeno da parte di coloro che si applicano (spendendo anche diversi soldi) per adeguare le proprie attività al rispetto delle norme. In tutto questo è facile sentirsi presi in giro e chiedersi il perché di tante limitazioni se alla fine in molti hanno ripreso come se niente fosse a fare i propri comodi. Ci si chiede dove siano i controllori, quelli che attraverso il loro operato dovrebbero garantire il rispetto delle regole che in questo caso vuol dire anche il rispetto della salute altrui, e che senso possa mai avere darsi da fare per essere in regola se poi tutto finisce a carte quarantotto. Perché se le cose stanno in questo modo non conviene farsi troppi problemi, almeno dal punto di vista di chi gestisce i locali: se i clienti non hanno remore perché le deve avere il gestore? Perché, se il secondo viene punito co multe e verbali i primi possono essere giustificati da una diffusa ed ingiustificata indulgenza? Viene da pensare, ai cittadini consapevoli ed onesti, che anche in questo caso, alla lunga, a sopravvivere al meglio a questo disgraziato periodo saranno quelli che se ne infischiano delle regole, che con il loro comportamento irresponsabile finiscono per alimentare il senso comune da molti condiviso: quello che fare i furbi in Italia sia conveniente. Questo è anche il motivo per cui gli altri stati europei, spesso, finiscono per trattarci come fratelli cattivi, quelli dai quali conviene prendere le distanze e con i quali è meglio non condividere il portafoglio. Basterebbe poco per rendere le cose semplici: meno regole, chiare, semplici, e la diffusa consapevolezza che non ci possano essere alternative al rispetto delle stesse. In caso contrario, il nostro, oggi a maggior ragione, che Dio ci aiuti.