Folle


Folle è un termine a cui si può attribuire almeno un duplice significato. Se lo si considera come aggettivo qualifica un individuo quale pazzo, privo di senno, capace di concepire cose non vere, irrealizzabili. Fatico a non attribuire tale aggettivo a coloro che certi DPCM non solo li firmano, ma li concepiscono senza prendere in considerazione le conseguenze al punto che se ne lamentano, come se non dipendesse da loro. Ma folle, nella sua declinazione femminile, è anche un sostantivo; folla appunto, che indica una moltitudine anomala di persone, un raggruppamento, che in sostanza non è altro che il presupposto grazie al quale le attuali lamentele degli incauti (fossero soltanto incauti) legislatori prendono corpo. Sono giorni, forse mesi che ci si accapiglia sul colore giusto da attribuire alle regioni, quello che non solo è un vezzo cromatico, ma è un indicatore che determina i comportamenti di coloro che in quella regione vivono. Abbiamo assistito alle esultanze dei Governatori una volta che il colore della loro regione è diventato il giallo, significativo di libertà di spostamento, fatta eccezione per le limitazioni notturne imposte dal coprifuoco, e di apertura degli esercizi commerciali, oltre che dei bar e dei ristoranti che hanno comunque l'obbligo di osservare alcune limitazioni tra cui quelle di orario, che impongono la prematura chiusura alle 18. Mi chiedo quindi, da dove nascono le lamentele e la sorpresa quando la tv, durante i loro servizi testimoniano l'affollamento delle persone, dotate di mascherina e spesso distanziate, lungo lei vie dello shopping? Quelle persone non stanno compiendo nessun reato, qual'è il motivo di tanta sorpresa quando le si vede comportarsi conseguentemente alle scelte che altri hanno preso? Le folla non è altro che la conseguenza delle scelte fatte dai folli. Una folla dei folli? No, piuttosto folle causate dai folli, che non sono coloro che le compongono, ma coloro che le autorizzano. Mi spiego? Nel frattempo si preannuncia un immediata svolta in previsione di un Natale in zona rossa, indipendentemente dai 21, dico 21, indicatori in forza dei quali i colori vengono attribuiti. Le scuole? Quelle possono aspettare, del resto cosa importa se i giovani che si ritroveranno a gestire la voragine di debito pubblico che stiamo scavando sotto i loro piedi lo faranno senza aver preso parte al percorso d'istruzione che gli spettava? Saltando tra un problema di connessione e l'altro, la mancanza di un pc, la carenza di una connessione stabile, siamo l'unico paese in Europa ad aver avuto sempre le scuole chiuse, un altro esempio del folle modo in cui vengono prese le decisioni.... magari nei desolanti, vuoti corridoi dei palazzi di potere, percorsi in cerca della giusta idea, a bordo di un banco munito di rotelle! FOLLE!

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