Democrazia


È stato bello assistere alla fastosa cerimonia attraverso la quale il nuovo presidente degli Stati Uniti si è insediato ieri alla casa Bianca. Del resto, quello che è stato trasmesso in diretta in tutto il mondo (almeno nella parte di mondo che si autoproclama civilizzata) è il miglior spot per vendere l'efficacia della democrazia, attraverso la quale il volere del popolo trova il giusto riconoscimento nell'elezione della persona che poi, come ha ricordato Biden, sarà il presidente di tutti, anche di coloro che non l'hanno votato. Peccato che poche ore prima, lo stesso processo democratico, riconosciuto come il migliore dei mali necessari per governare le popolazioni, ci avesse fornito anche l'altra faccia della medaglia; quella che è stata mostrata dai nostrani Senatori presso il Senato della Repubblica Italiana.

Ed ecco che quanto legittimato dalla democrazia attraverso il processo elettorale, diventa con il tempo collante per rimanere adagiati su poltrone che, pur detenute legittimamente, diventano il giusto deterrente per giustificare comportamenti quantomeno discutibili. In questo caos egoistico viene facile confondere ciò che è lecito da quello che è legittimo, due concetti che fondendosi, finiscono per dar vita al calpestio con il quale vengono lordati i sani principi sino al giorno prima sbandierati come vanto. Si cercano i numeri, e si finisce per vendere e acquistare il voto di individui che mettono sul mercato la loro morale, venduta al prezzo di un incarico. Perché la democrazia è anche questo.

Perché Biden, figlio celebrato del processo democratico americano, quello definito come modello da molti, è frutto dello stesso processo che ha messo sull'altare il suo predecessore di cui ometterò il nome sperando di essere buon interprete di una moda che sembra si stia diffondendo. Giustamente.

Del resto la risultante del procedimento elettorale democratico produce un perverso sistema per cui, chi viene eletto, finisce spesso per sentirsi legittimato al tutto comportamentale al quale oggi assistiamo in Italia, compreso cercare il sostegno di coloro che venivano additati di essere ingiusti e inopportuni oppositori. Certe volte, prima di mettere in atto una tale forma di violenza, finendo per minare la credibilità con la quale ci siamo imposti, non sarebbe meglio fare un passo indietro? Cosa ci porta ad essere incapaci di farsi da parte. Lo stipendio? L'ego? L'incapacità di accettare l'insuccesso?

Certo è, e questa è la mia considerazione finale, che la democrazia, così come messa in atto nel nostro paese, ha un doppio ruolo: quello di proporci dei leader, e quello di mandarli a casa prima della fine del mandato, vittime di un sistema che loro stessi alimentano ignorando che, se per arrivare al vertice è necessario essere cannibali, la morte politica non può che avvenire perché si viene mangiati.

Del resto il mercato è aperto, cambiano solo venduti e venditori; poi ci si chiede perché il popolo si è allontanato dalla politica.

Già. Chissà perché.