Corona virus

L'arrivo di un virus ad oggi meno potente della normale influenza ci ha portati ad uno stato di allerta effettivamente necessario?

Siamo tutti in allarme, improvvisamente incapaci di usare un minimo di raziocinio per valutare per quello che è l'arrivo di un virus del quale si parla ormai da qualche mese: una forma d'influenza diversa da quella che ci prepariamo ad affrontare tutti gli anni e per la quale possiamo prendere appositi vaccini. Perché ad oggi, l'unica aggravante del corona virus rispetto ad una normalissima influenza è che non possiamo disporre di un vaccino in grado di metterci al riparo dalla sua contagiosità. Nonostante questo, ad oggi il virus Convid-19 in Italia ha portato al decesso (nel omento in cui scrivo) appena 7 persone contro le 8.000 che ogni hanno passano a miglior vita a causa della "tradizionale" influenza stagionale. Ciò detto, nessun organo d'informazione, dalla tv alla carta stampata si è sottratto alla corsa alla speculazione. Si parla in termini drastici del virus e dei suoi risvolti, certamente non per il mero dovere di cronaca, piuttosto, si è voluto cogliere il beneficio (in termini di vendite e di ascolti) che il terrore riesce a produrre una volta che si è insinuato tra la popolazione. Popolazione che dal basso dell'ignoranza nella quale naviga ha finito per sentirsi in uno stato di pericolo che è realmente quasi inesistente per come stanno le cose in questo momento. Da oggi i tamponi per certificare la positività al virus vengono effettuati soltanto a coloro che hanno una serie di sintomatologie ben precise, mentre fino a ieri veniva effettuato praticamente a tutti coloro che lamentavano un principio di sintomo influenzale. Come mai si è tornati indietro se si è in effettivo pericolo? Ci hanno detto sino a due giorni fa che la situazione era sotto controllo, di stare tranquilli; è bastato un caso di positività a far andare nel panico coloro che quel controllo lo dovevano mantenere, tanto che hanno seminato una forma di terrore assolutamente sproporzionata rispetto ai rischi realmente esistenti. Non ci sono pericoli, si affrettavano a dire i nostri politici, che nel giro di poche ore nonostante continuassero a ripeterlo hanno chiuso stadi, scuole, chiese, università ed ogni altro luogo dove si può venire a contatto con altri nostri simili, salvo far mantenere il consueto orario ai supermercati, all'interno dei quali si sono riversate migliaia di persone, in questo caso si mettendosi nelle migliori condizioni per contrarre qualsiasi tipo di virus, in cerca di provviste per far fronte alla prossima apocalisse, che ovviamente non ci sarà. Ci saranno dei contagiati, ci saranno dei morti, come ci sono per l'influenza, lo smog, il fumo, l'alcol, le droghe, morti a cui non prestiamo più il minimo di attenzione perché ormai fanno parte della nostra vita. E' bastato avvertire anche solo la possibilità che ci potessero altre cause ad affrettare la nostra dipartita che non abbiamo più capito niente. Ci teniamo alla larga dai cinesi ed oggi in Italia nemmeno uno di loro è risultato positivo. Ci affrettiamo a cercare verità che non conosciamo nei social network, continuiamo a guardare i tg facendo attenzione al contatore delle vittime, che ci viene mostrato sempre più spesso per mantenere alta la nostra soglia di paura, grazie alla quale continuiamo a guardare la tv, impegnata nel frattempo ad aumentare gli introiti pubblicitari. Nel 2012 in Italia (dati dell'Agenzia Europea dell'Ambiente) sono morte per cause riconducibili all'inquinamento 84.400 persone, 7033 al mese, 234 al giorno. Se ci fosse una correlazione tra il pericolo e la discussione pubblica avremmo dovuto parlare del'inquinamento tutti i giorni da almeno 10 anni. Invece, questi dati non sono mai stati sottoposti all'attenzione della popolazione e noi, di contro, non ci siamo mai preoccupati e non ci preoccuperemo nemmeno nel prossimo futuro, perché la nostra attenzione non è catturata dalla realtà, ma soltanto dal modo in cui ci viene raccontata. Hanno creato intorno a questo virus un clamore che il popolo, le persone, non sono state capaci valutare per quello che è. Ci sono tanti pericoli nelle nostre vite e nel modo in cui siamo abituati a condurle; alcuni di questi vengono trattati diversamente da altri e diventano motivo di discussione pubblica, non per quello che rappresentano, ma soltanto per come vengono divulgati ed interpretati. Oggi si parla del corona virus, il tempo di cercare una inutile mascherina a duecento euro online e un paio di persone sono decedute a causa delle polveri sottili che hanno inalato. Ma a noi va bene così, parliamo e ci preoccupiamo di ciò che viene posto alla nostra attenzione senza pensare a cosa c'è soltanto oltre il nostro naso. Siamo come i polli con il mangime: lo beccano perché viene messo ai piedi delle loro esili zampe, pazienza se alzando la testa e mettendo in fila due passi, potrebbero cibarsi di pietanze più saporite...