Vaccinazioni


Si parla con una certa insistenza del dovere dei medici di vaccinarsi. La questione ha raggiunto il centro del dibattito alcuni giorni fa, quando un medico non vaccinato e portatore asintomatico del virus ha infettato ben otto pazienti ricoverati nel suo reparto. Ovviamente questo episodio ha dato il via ad una serie di critiche nei confronti del dottore e del sistema nel quale opera senza aver commesso, tanto per essere chiari, nessun illecito. La conseguenza sembra portarci dritti ad un D.L. al quale, stando alle parole del Premier Draghi, lavora e lavorerà il ministro Cartabia, confidando di trovare una via legislativa chiara e certa per mettere paletti precisi all'operare dei medici dipendenti delle aziende pubbliche. Differentemente da molti giornalisti ed intellettuali, non ultimo l'illustre Gramellini, che leggo da anni con immenso piacere, ravvedo nel discorso messo in essere una falla non indifferente, conseguenza naturale di quanto da mesi leggo nei quotidiani o sento nei salotti televisivi nei quali fanno sfoggia del loro sapere illustri ed ormai assai noti medici e virologi. Sembra che il vaccino non immunizzi dal virus le persone che se lo somministrano, ma che tuttavia renda il decorso dello stesso più innocuo e assai meno complicato. Quindi, stando a quanto ho appreso, chi si vaccina si ammala, senza che la malattia sfoci in complicazioni gravi. Essendo il vaccinato un possibile malato ne consegue che sia anche un possibile divulgatore. Quindi mi domando, cosa sarebbe cambiato se il medico "untore" di cui si parla da alcuni giorni fosse stato vaccinato? La domanda attende risposta, sempre che i virologi tra una comparsata televisiva e l'altra riescano anche a lavorare cercando, invece di apparire splendenti come illustri influencer, di darci risposte che sappiano finalmente lenire il mal di mare dovuto alle molteplici incertezze nelle quali da oltre un anno stiamo navigando.

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