Consapevolezza

Si è tenuta oggi la conferenza per la presentazione del rapporto annuale dell'Istat, in cui è intervenuto il Presidente della Camera Fico, che nel proprio discorso ha pronunciato la parola consapevolezza per ben due volte.

«... sono convinto che questo periodo abbia rafforzato la consapevolezza nella popolazione che una ripresa stabile passa attraverso un mutamento del modello di sviluppo e di società che dobbiamo interpretare in chiave sostenibile...». Questo un estratto del discorso con cui Il Presidente della Camera Fico si è espresso questa mattina durante l'intervento che ha tenuto a margine della presentazione annuale del rapporto Istat. In più di un occasione in alcuni post che ho pubblicato in questo blog ho espresso la mia idea per cui la ripresa non può che passare per un riordino delle priorità a cui la società della quale facciamo parte non può sottrarsi, se non altro per evitare che questo periodo, che ci stiamo lasciando parzialmente alle spalle, non sia soltanto una sorta di ostacolo da oltrepassare; piuttosto un opportunità per riorganizzare una società che per il diffondersi di un "semplice" virus ha rischiato e sta rischiando un tracollo economico, sanitario e sociale. Mentre io posso auspicare che questo accada scrivendo nel mio blog, la quarta carica dello stato dovrebbe domandarsi quale deve essere il suo compito per agevolare un cambiamento che lui stesso auspica. Io lo posso scrivere, ma lui deve mettersi nelle condizioni, insieme al parlamento che presiede, di adottare delle misure legislative e di ristrutturazione che questo cambiamento lo rendano fattibile. Perché la consapevolezza che lui sbandiera come un traguardo raggiunto non ci porterà a nulla, se non saranno prese delle misure giuste ed opportune per far si che questa si tramuti in una serie di nuove regole grazie alle quali pensare ad una società diversa, meno ingiusta, più equa ed efficiente. Tutti hanno capito che come eravamo non era abbastanza, ma ognuno ha partecipato alla gara per tornare a come eravamo il prima possibile, senza guardare oltre all'immediato; per necessità, indole, abitudine. Ma se i cittadini possono permettersi questo comportamento, se non altro per continuare a vivere e mantenersi nel mare di spese la cui sostenibilità è necessaria per un esistenza decente, lo stesso non si può dire per la classe politica che guida il paese, che tra l'altro ha adottato una serie di provvedimenti il cui intento era proprio quello di farci ripartire, per quanto possibile, da dove ci eravamo fermati, senza mettere in pratica ciò che viene sbandierato -come ieri- nelle pubbliche occasioni, quando davanti ai microfoni spingono per un cambiamento che loro e soltanto loro devono promuovere, pur non avendo, evidentemente, la capacità di farlo. Perché ciò che dice Fico è vero: il popolo è consapevole di ciò che occorre, quantomeno è consapevole che un cambiamento è necessario. Coloro che questa consapevolezza non ce l'hanno sono coloro che la sbandierano: la classe dirigente che non perde occasione di riempirsi la bocca con parole che non gli appartengono. Loro non sembra che siano consapevoli, se non altro non lo sono in ordine all'urgenza con cui la popolazione si aspetta che gli venga indicata la nuova strada da percorrere. Se fosse una loro caratterista, la consapevolezza, si comporterebbero diversamente: ma per quanto tempo ancora un popolo consapevole avrà voglia di interfacciarsi con una classe politica che non lo è?