Categoria: tutti gli altri.


Tra le varie categorie degli aventi diritto al vaccino ne è stata creata una nelle file della quale si sono inseriti tutti coloro che non avevano le caratteristiche per entrare in quelle che avevano la priorità. Sembra che questa sia la categoria con la percentuale più alta di vaccinati. Chi aveva la precedenza aspetta al cospetto degli altri che, con una certa insolenza, si sono intrufolati tra le larghe maglie della burocrazia che non aveva previsto, colpevolmente, questa possibilità.

È stata curiosa, a questo proposito, la dichiarazione rilasciata da Draghi nella quale il Premier si è interrogato in merito alla coscienza che devono avere coloro che saltano le file. Bella domanda, sicuramente legittima. Ma coloro che queste file le saltano, avvalendosi di presunte ed improvvise necessità non danno peso alla loro coscienza che nel tempo è divenuta un inutile campanella incapace di emettere alcun allarme. Del resto viviamo in un paese in cui c'è sempre un buon motivo per fare la cosa sbagliata.

Non si pagano le tasse? Non si poteva fare diversamente, colpa dello Stato che le mantiene troppo alte.

Si saltano le file? Del resto non potevamo proprio aspettare.

Buttiamo una carta in terra? Non c'erano cestini vicini, colpa di chi non ce li ha messi.

Tradiamo il coniuge? Colpa sua che non mi ha capito.

A tutto ci sentiamo autorizzati, finendo per adattare la coscienza alle nostre debolezze, violentandola fino a metterla nelle condizioni di calpestare la nostra etica, che diviene la giusta alleata, capace di convincerci che non avremmo potuto fare altrimenti.

Nel caso dei vaccini il motore che ha sostenuto il pessimo comportamento dei furbetti è stato alimentato dalla paura. Del resto, e questo credo che sia l'intento di questo articolo, sarebbe il caso di soffermarci sul perché abbiamo tanta paura, soprattutto nel mondo industrializzato, quello che definiamo occidentale, che da oltre un anno pratica, attraverso i vari sistemi governativi, una vera e propria politica del terrore che si è manifestata con limitazioni, chiusure, rinunce ed una crisi economica che si ripercuoterà per chissà quanti anni.

Ieri sera ho visto in tv un servizio che testimoniava quanto sta accadendo nella vicina (in un mondo tanto globalizzato non si può definirla altrimenti) Russia.

A mosca, dove le telecamere hanno filmato buona parte del servizio che ho guardato, non ci sono particolari restrizioni, alcune persone indossano la maschera e altre no, ma sono aperti tutti i negozi, i centri commerciali e le persone che li affollano, pur cercando di non ammassarsi vivono una vita molto simile a quanto facevano prima della pandemia. Negli stessi centri commerciali dove fanno shopping bevono e ballano, sono presenti siti vaccinali in cui, senza nessuna prenotazione, si possono recare per farsi vaccinare gratuitamente.

La cosa curiosa è che nessuno si vaccina, tanto che i medici degli appositi centri passano molto del loro tempo senza fare nulla, mentre due piani più in basso si balla, si scherza e si ride come se non ci fosse alcun pericolo.

Evidentemente, essendo i cittadini russi non meno intelligenti di quelli italiani, non avvertono un esigenza impellente di vaccinarsi perché hanno assistito, o forse è meglio dire subito, una campagna mediatica e comunicativa, da parte del loro Governo e delle loro agenzie di stampa, diversa dalla nostra e da quella praticata in Europa.

Non si spiega altrimenti, il loro disinteresse nei confronti di un medicinale per cui alle nostre latitudini, siamo pronti a fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per scalare le posizioni all'interno delle apposite graduatorie che regolamentano le inoculazioni. I russi li hanno, i vaccini, e non li fanno. Noi non li abbiamo, e siamo pronti a tutto, o quasi, per poterli fare prima del nostro vicino più bisognoso di noi.

E mentre il Commissario Figliuolo continua a fare proclami, promettendo ciò che non è strettamente dipendente da lui, aspettiamo di essere chiamati continuando a sentirci dire che presto ne verremo fuori. Fuori da una prospettiva di terrore da cui alcuni nostri vicini di casa, sono stati soltanto sfiorati. E questo è quanto.

Al prossimo vaccino.