Il bullismo inosservato

Piccola riflessione su una forma di bullismo assai diffusa ma molto poco discussa


Ormai da alcuni anni si parla ampiamente, e per fortuna, del bullismo, una forma di violenza perpetrata da alcuni ai danni di soggetti colpevoli di catturare l'attenzione a causa di alcuni aspetti fisici, caratteriali, piuttosto che attitudinali. Basta guardarsi intorno, porre un minimo di attenzione sulle dinamiche di gruppo con cui vengono mantenuti i rapporti tra adolescenti o bambini per capire che il bullismo è una piaga sociale piuttosto diffusa, e fortunatamente, pubblicizzata. Ma vi è una forma di bullismo, che probabilmente ha un altro nome di cui ignoro l'esistenza, della quale non si parla, ma che vanta a mio modo di vedere un numero di vittime paritario a quello del bullismo perpetrato tra coetanei: quello che in alcuni casi, all'interno di alcune tristi dinamiche familiari, mettono in atto i genitori nei confronti dei figli. Parlo di quei genitori che non mancano mai di sminuire l'operato dei figli, quelli che pensano di sostenerli o spronarli a dare il meglio, facendogli continuamente pesare i risultati che - a parer loro- non ottengono: in campo sportivo piuttosto che scolastico. Parlo di quella categoria di genitori che i figli non sono mai bravi abbastanza, che dovrebbero fare di più. Quei genitori che all'età dei figli erano più bravi, andavano meglio a scuola ed erano fenomenali quando si cimentavano nei vari sport. Quelli che convinti di fare bene, sollecitano i loro eredi facendoli sentire inadeguati. Ma quali e quanti danni si possono procurare con questi modi di fare inappropriati? E sopratutto, perché i genitori non capiscono che stanno sbagliando tutto? Probabilmente perché l'insoddisfazione e la frustrazione annebbia le loro menti, la stanchezza, la velocità a cui si è costretti a vivere oggi per non rimanere indietro nel mondo all'interno del quale si fa sempre più fatica a trovare il giusto collocamento, li rende incapaci di essere indulgenti e comprensivi? Coloro che hanno messo al mondo dei ragazzi negli ultimi anni, all'alba della rivoluzione tecnologica che ci ha travolti rendendoci ipersensibili all'apparenza, e vuoti di contenuti, non sono realmente capaci di essere dei buoni educatori? Osservo con dispiacere quanto i genitori siano sensibili al lavoro dei professori, dei maestri, al comportamento dei compagni di scuola dei loro figli, tutti accuratamente osservati e giudicati, in nome del giusto che però non riguarda il loro operato. Genitori capaci di tutto, di produrre una quantità di danni ai loro figli molto al di sopra di quanto la loro ignoranza e la loro leggerezza siano in grado di fargli percepire. E come si esce da questa situazione alla base della quale si cela la futura infelicità di gran parte dei nostri ragazzi? Forse parlandone, forse cercando di far capire che in fondo, anche coloro che il bullismo lo praticano, parlo degli adolescenti, forse lo fanno perché qualcuno glie l'ha insegnato, e cercano semplicemente di far sentire i propri amici come si sentono loro quando sono a contatto con certi genitori; perché una cosa è certa, sino a che ci saranno figli, speriamo a lungo, ci saranno anche dei genitori che li dovranno crescere, magari nel migliore dei modi, se questo non è chiedere troppo alla nostra svilita società in cui, parliamoci chiaro, i valori, quelli sani che dovrebbero essere diffusi e portati avanti, sono sempre più lontani dalla nostra quotidianità. Purtroppo.