Alzati e corri

Un piccolo racconto, soltanto alcune righe per spiegare o provare a farlo perché sia facile compiacersi per il solo fatto di correre.

Mi rigiro nel letto ormai da qualche ora, il sonno m'ha abbandonato prima che il sole facesse capolino all'orizzonte. Da allora ho cercato di far passare il tempo leggendo un libro, speranzoso che la lettura potesse essere conciliante nei confronti di un sonno che troppo presto m'ha abbandonato, lasciandomi alle prese con un insieme di pensieri premonitori di una giornata che partirà con il piede sbagliato; se il buon giorno si vede dal mattino... Mi giro nel letto infastidito dalla mia insonnia, di sicuro è dovuta all'arrosto della sera prima e a quei due bicchieri di vino rosso che l'hanno degnamente accompagnato. Realizzo che ho quarant'anni, che non mi posso permettere più nemmeno un arrosto senza che il mio organismo si ribelli. Spero che il tempo passi alla svelta, anche se ho letto già cento pagine e il sonno non accenna a ritornare. Spengo la luce, nonostante il mio corpo sembra sintonizzato su un altro fuso orario provo lentamente a riprendere sonno. Non ci riesco, anche perché sto dormendo nel letto di mio figlio, visto che lui è stato colto da un attacco di "mammite" e la sera prima non ne ha voluto sapere di abbandonare il mio letto, dove sua mamma lo stava riempendo d'attenzioni. A furia di rigirami nel letto, lentamente sto cominciando a riprendere sonno, ma non posso fare a meno di vedere che nel frattempo si è fatta mattina, dato che il sole ha fatto capolino iniziando ad illuminare uno spicchio di camera, il solo che è riuscito a raggiungere dalla piccola fessura aperta tra i due battenti dello scuro che lo dovrebbe respingere. A questo punto assonato ma non ancora addormentato sono assalito dal senso di colpa e inizio ad assecondare la parte di cervello che non ne vuol sapere di farmi dormire, finendo per maledire la mia coscienza, pronta ad aizzarmi contro il senso di colpa che continua a ripetermi di alzarmi. Vai a correre ragazzo, vai a smaltire quella benedetta cena di ieri sera, non mollare, alzati. Passo una manciata di minuti a chiedermi cosa debba fare, provare a dormire, almeno per quell'oretta che mi rimane, o darla vinta a quella voce dentro di me che mi sta rompendo le palle. Mi concedo il tempo di andare al bagno prima di prendere una decisione definitiva, quindi mi alzo e sbircio fuori dalla finestra aprendo ancora un po' lo scuro. La giornata è meravigliosa tanto che decido prima ancora di far pipì; non posso restare a letto. Dieci minuti dopo spengo la macchina lungo una strada nella quale sono solito andare a correre, la giornata vista da qui è ancora più bella che da casa, non ci sono nuvole, nemmeno il fastidioso rumore del paese che mi sono lasciato alle spalle. Faccio partire il cronometro, indosso le auricolari e inizio a correre nella solita direzione, dove so di percorrere 5 km circa prima di girare e ritornare indietro. Non passa molto tempo prima che la sorte (Spotify in riproduzione random) mi spari nelle orecchie Pyramid song dei Radiohead. Corro, mi immergo nel paesaggio e sento la voce struggente del cantante in totale disaccordo con la meraviglia del panorama che mi circonda; ogni singola battuta del pianoforte sembra essere una martellata che picchia il mio cuore, aiutandolo a pompare sangue ai muscoli avidi dell'ossigeno che devono bruciare per assecondare il ritmo che mi sono imposto. Continuo a correre, le mie gambe mi sospingono verso l'orizzonte, la voglia di scoprire nuovi posti, quella che da sempre contraddistingue la mia esistenza è forse alla base anche di questo gesto atletico, attraverso il quale mi sento precursore del mondo. La canzone finisce, io continuo nella mia corsa assecondando il desiderio di andare ancora avanti. L'algoritmo del programma musicale procede con la canzone successiva: "Che vita meravigliosa", il tempo di rendermene conto e la voce di Diodato si diffonde nelle mie cuffie. Non posso che essere d'accordo: la vita nonostante la notte insonne, nonostante sia un gran casino è davvero meravigliosa; anche oggi la corsa è riuscita a farmelo capire. "Corri ragazzo corri" penso tra me e me; corri e raggiungi ciò che desideri! Buona giornata.