Abhigya Anand

Secondo alcune testate giornalistiche questo ragazzo aveva previsto il Coronavirus.

Ho appreso la notizia della previsione di questo quattordicenne indiano leggendo in internet su alcuni siti, tipo questo, nel quale la notizia è completata dalla considerazione grazie alla quale il giovane ragazzo è riuscito ad elaborare la sua previsione: alla base della disgraziata pandemia ci sarebbe una congiunzione astrale che coinvolge Marte, Saturno, Giove e la Luna. Insomma un gran bel casino, sopratutto se si considera che già il solo Saturno contro è di per se portatore di difficoltà, almeno secondo la convenzionale interpretazione degli astri. Sarà forse per questo che d'improvviso mi sento stanco? Per l'eccezionalità di avere contro non solo Saturno, ma anche un altra serie di pianeti? Da tre mesi sono senza lavoro, penalizzato da questo virus e dalla conseguente crisi economica, non ho percepito la cassa integrazione, sono senza entrate da 100 giorni, la quarantena, inizialmente vissuta come una piacevole novità il cui centro era l'inaspettata e improvvisa condivisione degli spazi e del tempo con i miei familiari, si è trasformata in una forma di asocialità in cui il tempo, prima condiviso, è diventato il contenitore di una routine individualistica fatta di telefoni, serie tv, e altre forme di modernismo tecnologico che ci hanno riportati ognuno all'interno del proprio spazio; precisamente delineato e gelosamente custodito. La condivisione inizialmente battuta in nome della novità ha lasciato il posto alle vecchie abitudini. Guardo la televisione e sono irritato dal dibattito politico: inutili sceneggiate sulle modalità più efficaci per spartirsi soldi che ancora non ci sono stati dati, quando quelli che avevamo e che dovevano essere già arrivati a destinazione si sono persi lungo un percorso che sembrava dover essere semplice ma che a conti fatti si è rivelato il consueto "Italian-ginepraio" fatto di burocrazia e incompetenza. Anche il tempo sembra volermi irritare: belle giornate di sole quando l'emergenza sanitaria mi costringeva in casa e brutto tempo ora, nel momento in cui avrei la possibilità di muovermi in libertà. Devo aggiungere altro? Forse si; l'improvviso senso di inadeguatezza ad essere cittadino di un mondo nel quale non mi riconosco più: dove si muore uccisi da poliziotti per il solo colore della pelle, dove ministri ed ex ministri parlano come i miei amici al bar, dove il presidente dello stato più potente del mondo divulga le proprie malsane idee sui social anziché battersi per delle leggi serie e finalmente efficaci. Ma proprio mentre tutto questo sta finendo per schiacciare la mia voglia di continuare a lottare, di farmi valere, di portare avanti la mia vita continuando a percorrere il sentiero tracciato dalla mia etica, dalla mia esigenza di essere una persona per bene, leggo quanto attribuito ad Abhigya Anand: non solo Saturno contro, una buona parte dell'intero cosmo allineata per rompere i coglioni. Menomale che i pianeti godono di moto perpetuo! Prima o poi dovrà cambiare.