Fake

Ho visto il video del Senatore Toninelli: quello dove senza parlare esulta per l'esclusione della famiglia Benetton da Autostrade. Un video pieno di falsità, postato da un senatore già capogruppo di un movimento politico da sempre battagliero nei confronti delle fake news: evidentemente soltanto con appositi proclami.

Vorrei lasciar perdere il metodo con cui buona parte dei politici comunicano con i cittadini, usando i social network come un qualsiasi adolescente. Credo che questo sia indicativo del degrado istituzionale al quale stiamo andando incontro, dal quale siamo stati travolti e a cui ci stiamo abituando, tanto che, anche certi video che circolano in rete non hanno più la capacità di sorprenderci e quando li guardiamo lo facciamo con l'attitudine tipica di chi si aspetta prima o poi la caduta di stile, l'immancabile slogan, studiato e messo in atto per smuovere la nostra attenzione, ormai incrollabile al cospetto dell'abisso di pressappochismo dal quale siamo risucchiati. Il video pubblicato dal Senatore Toninelli, già Ministro della Repubblica è stato in questo senso il peggio che m i è capitato di vedere da molti anni a questa parte, aggravato oltre che dalla modalità con cui è stato girato, senza parole ma con l'ausilio di alcuni cartelli mostrati in camera con un ordine stabilito, anche da una serie di notizie false, a rimarcare il fatto che la verità non è, secondo la classe politica dirigente, una certezza a cui attenersi, piuttosto una linea sottile ricollocabile a seconda di chi la prende tra le mani. Il video è stato postato per festeggiare la fuoriuscita della famiglia Benetton da Autostrade, motivo evidentemente sufficiente per gioire come un qualsiasi tifoso sugli spalti, gesticolando con la mano impegnata a fare il gesto del "fuori" seguita dai pollici alzati in segno di festa. Ma nonostante la mediocrità del video, dell'autore e di colui che l'ha condiviso che ripeto, è un Senatore della Repubblica, la verità è un altra, e vale la pena ricordarla in poche righe.

  • L'attuale concessione autostradale in capo ad ASPI, società privata gestita da una holding denominata Atlantia di cui Benetton sono azionisti tramite la società Sintonia al 30,25% NON è stata revocata.

  • ASPI a seguito dell'accordo siglato cambierà assetto societario, entrerà lo stato attraverso Cassa Depositi e Prestiti, e verrà ridimensionata la quota riconducibile alla famiglia Benetton che, tuttavia, NON uscirà definitivamente.

  • ASPI sarà sottoposta ad un aumento di capitale riservato, ad oggi non specificato, che porterà ad un aumento patrimoniale della società attraverso l’emissione di nuove azioni che potranno essere acquistate da Cassa Depositi e Prestiti, che arriverà così a controllarne il 33 per cento. Contemporaneamente Atlantia, che adesso ha l’88 per cento delle quote di Aspi, dovrà VENDERNE -non regalare- ad un prezzo oggi ignoto, il 22 per cento a «investitori istituzionali di gradimento di Cassa Depositi e Prestiti».

  • Dopo questa riorganizzazione societaria ASPI verrà quotata in borsa, ed i Benetton, con altre operazioni di ridistribuzioni azionarie, finiranno per essere soci con la loro società Sintonia al 11,3 %. Alla faccia dell'esclusione.

Pertanto, nonostante i proclami entusiastici, i video celebrativi, Benetton continueranno ad essere proprietari di una quota Societaria, mantenendo in piedi la possibilità di acquisire o vendere azioni con l'intento di aumentare o diminuire la partecipazione eliminando di fatto buona parte delle responsabilità per le quali oggi si chiedeva la loro testa, ed avendo la fortuna di essere soci di Cassa Depositi e Prestiti, controllata dal Ministero delle Finanze, quindi dello Stato. Chi di noi non vorrebbe avere questo privilegio? È casuale il balzo delle azioni Atlantia -più 26%- a seguito dell'accordo siglato? E pensare che alcuni festeggiano convincendosi del contrario, irresponsabili ed ignobili sostenitori di una realtà che non esiste. Fossi in loro mi vergognerei, se non fosse che la vergogna richiede un minimo di amor proprio e di responsabilità: evidentemente gli esultanti ne sono sprovvisti: purtroppo. FAKE!